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«Sento le bombe ogni notte. Non riesco a rientrare in Italia»: la disperazione di Carolina Marchio, 25enne romana bloccata ad Abu Dhabi

AUTORE: Redazione Novrium //
«Sento le bombe ogni notte. Non riesco a rientrare in Italia»: la disperazione di Carolina Marchio, 25enne romana bloccata ad Abu Dhabi
Carolina Marchio, una romana di 25 anni, vive un incubo ad Abu Dhabi da quando i razzi iraniani hanno iniziato a colpire la regione. Arrivata il 30 gennaio per un internship di tre mesi in uno studio legale, si è trovata ad affrontare una situazione di estremo stress. «I bombardamenti continuano, la situazione non è facile, sono molto provata da questi continui attacchi missilistici», racconta. Ogni notte è un’esperienza terribile: «L’altra sera sono scesa in pigiama nella hall del palazzo, tremavano i vetri, ho sentito dei boati fortissimi, tanta gente dorme nei garage, è terribile». Gli alert sul cellulare avvertono: «Pericolo missile, mettetevi al riparo lontano dalle finestre».

Il sogno di un’esperienza all’estero si è trasformato in un incubo. Carolina, bloccata in casa da sola, sogna di tornare in Italia ma non riesce a trovare una soluzione. «Dovrei tornare a fine aprile, ma non me la sento di restare qui. Non ci sono voli. I miei genitori da Roma passano le giornate in attesa». Le opzioni disponibili sono difficili: voli dall’aeroporto dell’Oman richiederebbero 5 ore di autobus o un taxi che costerebbe 600 euro, con un tragitto lungo e pericoloso.

«Oggi ho preso un Uber e sono in aeroporto in fila al bancone di Ethiad in attesa di sapere quali voli partiranno. Posso prendere qualsiasi volo per l’Europa, non mi interessa, voglio solo tornare in Italia», spiega. La sua situazione è un esempio di come i conflitti regionali possano colpire i cittadini stranieri, costringendoli a cercare soluzioni estreme per tornare a casa.

La sua storia evidenzia le difficoltà di chi si trova in aree di tensione. Mentre i razzi continuano a cadere, Carolina si batte per rientrare in Italia, sperando in un volo che la porti lontano dal terrore delle notti di guerra.