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Sciopero dei giornalisti: contratto scaduto da 10 anni e salari erosi dall'inflazione

AUTORE: Redazione Novrium //
Sciopero dei giornalisti: contratto scaduto da 10 anni e salari erosi dall'inflazione
I giornalisti italiani hanno proclamato uno sciopero nazionale il 16 aprile 2026, per la terza volta in pochi mesi, a causa del mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) scaduto da dieci anni. L'azione ha interessato diversi media, tra cui Il Messaggero e La Stampa, che non hanno aggiornato i loro siti web o distribuito la versione cartacea venerdì 17 aprile. La Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) ha sottolineato che gli stipendi dei giornalisti dipendenti sono stati ridotti dall'inflazione, mentre gli editori hanno beneficiato di aiuti pubblici. La mancanza di regole per l'uso dell'intelligenza artificiale e il riconoscimento dei contenuti ceduti agli Over the Top rappresenta un ulteriore punto di tensione.

La Fnsi ha accusato gli editori di pratiche di dumping contrattuale, con un uso smodato del lavoro precario che ha colpito migliaia di collaboratori e partite Iva, spesso al di sotto della soglia di povertà. Secondo il sindacato, i giornalisti sono gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali, e la loro dignità professionale è legata al rinnovo del contratto e al recupero salariale. La Fnsi ha chiesto un maggiore finanziamento del settore per evitare la distruzione dell'informazione, sottolineando che la qualità del lavoro incide direttamente sulla credibilità dei media.

La Federazione italiana editori giornali (Fieg) ha risposto sottolineando la necessità di modernizzare il contratto per migliorare efficienza e competitività. Gli editori hanno evidenziato che il Ccnl attuale è pieno di rigidità, con vantaggi come 40 giorni di ferie e permessi all'anno, indennità per festività soppresse e scatti di anzianità che rendono il contratto insostenibile. La Fieg ha proposto un'alternativa per favorire l'inserimento di giovani professionisti, ribadendo la disponibilità a proseguire le trattative.

L'agitazione ha suscitato dibattiti su temi come la sostenibilità economica delle testate e la protezione dei diritti dei giornalisti. Molti hanno sottolineato che il settore, fondamentale per la democrazia, necessita di un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei lavoratori. La Fnsi ha invitato gli editori a trovare una soluzione concreta, mentre la Fieg ha riaffermato l'impegno nel confronto. L'esito delle negoziazioni potrebbe determinare il futuro dell'informazione in Italia.