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Famiglia nel bosco: genitori dichiarati inadeguati, ricongiungimento rimandato

AUTORE: Redazione Novrium //
Famiglia nel bosco: genitori dichiarati inadeguati, ricongiungimento rimandato
La psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal tribunale per i minorenni dell’Aquila, ha certificato l’inadeguatezza delle capacità genitoriali di Nathan e Catherine Trevallion, impedendo il ricongiungimento con i loro tre figli. Il parere, depositato come consulenza tecnica d’ufficio, ha gettato un ulteriore ostacolo alla possibilità di riabbracciare i bambini, che restano in un centro di accoglienza. La relazione evidenzia che i genitori non soddisfano i requisiti richiesti dalla legge italiana per la gestione della vita familiare.

I genitori, originari dell’Australia, hanno espresso forte disappunto, definendo il documento «vecchio» e non allineato alla realtà. I loro avvocati hanno trenta giorni per presentare osservazioni, seguite da un mese di tempo per una risposta da parte della psichiatra. La decisione non è definitiva e potrebbe essere rivista in futuro, ma per ora il ritorno a casa resta bloccato.

La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia, Michela Vittoria Brambilla, ha lanciato un appello per il riconoscimento del «superiore interesse del minore», sottolineando che i bambini soffrono per l’allontanamento. Nathan e Catherine hanno dichiarato di non aver mai compiuto azioni dannose e di voler riacquistare la custodia per il bene dei figli. La vicenda ha suscitato dibattiti su come il sistema giudiziario gestisce le famiglie straniere.

L’attenzione è ora rivolta alla prossima udienza della Corte d’Appello del 15 maggio, dove sarà esaminata la richiesta di ricongiungimento presentata dai Trevallion. Il caso rimane un punto di tensione tra le istituzioni, le famiglie e i diritti dei minori, con accuse di mancanza di supporto e di una visione troppo severa delle capacità genitoriali.