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Crans-Montana: Il Comune sapeva del rischio incendio, padre di Chiara chiede verità

AUTORE: Redazione Novrium //
Crans-Montana: Il Comune sapeva del rischio incendio, padre di Chiara chiede verità
Il Comune di Crans-Montana era a conoscenza del rischio incendio legato alla schiuma fonoassorbente del locale Constellation. Una mail inviata dall'ex consigliera comunale Rose-Marie Clavien, con delega all'edilizia tra il 2017 e il 2024, avrebbe messo in guardia l'amministrazione sul pericolo di combustione del materiale. La donna, interrogata venerdì 28 agosto, si è avvalsa della facoltà di non rispondere su questo punto, diventando la diciassettesima indagata nell'inchiesta sull'incendio del 1° gennaio che ha causato 41 morti e 115 feriti.

Il padre di Chiara Costanzo, 16 anni e vittima della tragedia, ha espresso shock e richiesto chiarezza sull'evento. «Se il Comune era stato informato del rischio, bisogna capire perché non sia stato affrontato», ha dichiarato. La proprietaria del locale, Jessica Moretti, aveva già avvertito i dipendenti nel 2019 del pericolo rappresentato dalle candele pirotecniche, che avrebbero potuto incendiare la schiuma del soffitto.

Le indagini hanno rivelato ulteriori dubbi sull'edificio, costruito nel 1968 e comprensivo di undici appartamenti e spazi commerciali. Un controllo del 2020 aveva segnalato carenze negli impianti di combustione, mentre il sistema antincendio della Vallese è stato messo in discussione. Il padre di un sopravvissuto, Valentino Giola, ha commentato che le nuove informazioni confermano l'ipotesi di negligenza da parte delle autorità.

Il caso ha suscitato preoccupazione per la mancanza di controlli e la gestione delle emergenze. Il padre di Chiara ha sottolineato l'importanza di arrivare fino in fondo all'inchiesta per dare risposte alle famiglie. «Lo dobbiamo a Chiara, alle vittime e alle loro famiglie», ha aggiunto, chiedendo trasparenza e responsabilità.