Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Caldo estremo in Europa occidentale: record di temperatura e impatti devastanti

AUTORE: Redazione Novrium //
Caldo estremo in Europa occidentale: record di temperatura e impatti devastanti
L'Europa occidentale ha registrato il periodo giugno-luglio più caldo mai osservato, con temperature superficiali dell'aria che hanno superato i record storici. Secondo il programma Copernicus, la temperatura media dell'aria superficiale è stata di 16,9 gradi Celsius, 0,67 gradi sopra la media del periodo 1991-2020. Le condizioni di siccità hanno intensificato la frequenza e l'intensità degli incendi, con migliaia di ettari bruciati in Francia, Spagna e altri paesi. Le temperature oceaniche hanno raggiunto un livello record, con una media di 20,96 gradi Celsius per il mare Atlantico e Mediterraneo occidentale.

L'eccezionale caldo è stato alimentato da sistemi di alta pressione che hanno intrappolato il calore, accelerando la siccità e riducendo la capacità dei suoli di raffreddarsi. Questo fenomeno ha creato un ciclo di riscaldamento che ha colpito l'economia, con danni stimati a miliardi di euro per l'agricoltura e l'industria. Due centrali elettriche in Polonia e un impianto nucleare in Ungheria hanno dovuto chiudere a causa della mancanza di acqua per il raffreddamento.

Gli esperti avvertono che il riscaldamento globale, amplificato dall'El Niño, potrebbe rendere il 2026 l'anno più caldo mai registrato. La siccità ha ridotto le portate dei fiumi come Senna, Reno e Danubio, mettendo a rischio l'approvvigionamento idrico e l'energia. Le ondate di calore estreme hanno causato migliaia di decessi e hanno messo in evidenza la vulnerabilità delle infrastrutture e della salute pubblica.

I ricercatori sottolineano che i danni economici dei periodi di siccità possono persistere per anni, con effetti compounding su agricoltura, costruzioni e manifattura. Gli esperti chiedono misure di gestione della vegetazione e pianificazione urbana per mitigare i rischi futuri, ma avvertono che senza azioni immediate, i fenomeni estremi diventeranno sempre più frequenti e intensi.