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Autovelox, nuovo decreto: 1.204 dispositivi spenti, cambiano le regole di omologazione

AUTORE: Redazione Novrium //
Autovelox, nuovo decreto: 1.204 dispositivi spenti, cambiano le regole di omologazione
Domenica 12 luglio entra in vigore il decreto ministeriale sull’omologazione degli autovelox, che pone fine a decenni di incertezze giuridiche e polemiche. Il provvedimento, firmato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, prevede la disattivazione di 1.204 dispositivi su oltre 4mila censiti, che non rientrano nei 25 modelli approvati. I restanti 2.856 potranno continuare a emettere multe, ma dovranno rispettare nuovi standard tecnici e di verifica.

Il decreto risolve un’ambiguità normativa aperta dal Codice della Strada del 1992, che richiedeva l’omologazione ma non ne definiva i criteri. Le sentenze della Cassazione hanno sottolineato la differenza tra approvazione e omologazione, creando caos tra le amministrazioni locali. Ora, i dispositivi non conformi dovranno essere spenti fino a quando non otterranno l’autorizzazione ministeriale, mentre i modelli già approvati potranno rimanere attivi se corrispondono ai prototipi elencati nell’allegato B.

Le nuove regole introducono requisiti tecnici rigorosi: gli autovelox dovranno garantire un tasso di rilevamento del 90% per i veicoli, del 95% per il riconoscimento delle targhe e dell’acquisizione delle immagini. Il margine di errore nella misurazione della velocità è fissato a 3 km/h fino a 100 km/h, con un limite del 3% per velocità superiori. I dati saranno crittografati e i volti nelle foto oscurati per tutelare la privacy.

Le associazioni di sicurezza stradale esprimono preoccupazione per l’impatto sulla riduzione degli incidenti, visto che i dispositivi disattivati coprono tratti autostradali cruciali. Il ministro Salvini, invece, difende il decreto come una vittoria contro “la giungla degli autovelox”, accusati di essere strumenti di “tassazione” per i Comuni. I comandanti della polizia locale ricordano però che gli incassi degli autovelox rappresentano una piccola parte delle entrate, con la maggior parte derivante da altre sanzioni.

Il provvedimento non risolve i contenziosi passati, e le associazioni dei consumatori annunciano nuovi ricorsi. Resta il dibattito su se il decreto possa equiparare approvazione e omologazione, come previsto dal Codice della Strada. La questione rimarrà al centro del dibattito giuridico e politico nei prossimi mesi.