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Addio a Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose

AUTORE: Redazione Novrium //
Addio a Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose
Fraterno Enzo Bianchi, 83 anni, fondatore della Comunità monastica di Bose e della Fraternità della Madia, è morto all’ospedale Molinette di Torino. La sua scomparsa ha commosso il mondo cristiano, che lo vedeva come ponte tra le diverse tradizioni religiose. Bianchi, nato nel 1943 a Castel Boglione, aveva lasciato gli studi di Economia per dedicarsi alla vita monastica, creando nel 1965 una comunità basata sul celibato, la preghiera e il lavoro.

La Comunità di Bose, riconosciuta come associazione privata di fedeli nel 2000, divenne un punto di riferimento per il dialogo interreligioso. Tuttavia, nel 2020, Papa Francesco ordinò l’allontanamento di Bianchi da Bose, segnando una fase di tensione. Nonostante questo, il monaco continuò a lavorare, fondando la Fraternità della Madia a Ivrea. La sua attività includeva saggi, collaborazioni con quotidiani e l’editing delle Edizioni Qiqajon.

Bianchi fu anche un saggista impegnato, con un’attenzione particolare ai temi della fede e della società. Nel 2024, in un’ultima intervista, rifletté sui cambiamenti della cristianità e sull’importanza del dialogo con i non cristiani. La sua vita fu caratterizzata da una ricerca costante di unità e da un impegno per i più poveri, ereditato dall’infanzia in una famiglia atea e comunista.

La sua morte conclude un percorso di 50 anni di attività spirituale e sociale. La comunità di Bose, nonostante le divisioni, rimane un simbolo di apertura e riflessione. Bianchi, con la sua capacità di unire, lascia un’eredità che continua a ispirare chi cerca una fede attiva e inclusiva.